May 29, 2008

NOSTALGIA NBA (VOL.1)

Ho guardato al passato, ho frugato nella memoria, ho trovato questi ricordi.

WILT CHAMBERLAIN


JERRY WEST


WALT FRAZIER


BILL WALTON


BILL RUSSELL


ISIAH THOMAS


MAGIC JOHNSON

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May 20, 2008

L’era James

Filed under: Sport, Sport USA, NBA/ABA

NOI TESTIMONI, LUI PREDESTINATO

Avrete molte incombenze, piccolo Signore. Quindi almeno i primi tempi saremo pazienti con Voi, la Vostra giovane madre comunque è sempre lì a darvi conforto. Il primo passo lo avete già compiuto, portare luce dove fino a ieri c’era solo ombra.
-“Non ho fatto nulla di particolare”-.
Oh davvero Signorino…abbiamo avuto bisogni di alloggi più grandi, perché i templi per le Vostre imprese erano ormai sovraffollati.
-“Non me ne parli, sono stupito anch’io di tutto questo”-.
Ascoltate tutte le proposte, le odi dei Vostri cantori, molti di questi saranno cechi, diranno mille cose su di Voi, da questo momento la pace avete perduto, ma dovrete abituarvici, il Vostro nome è il più in vista nel cartellone. Le fiabe…
-“ Cosa c’entrano le fiabe con la mia vita!”-
Signorino per favore lasciatemi parlare. A loro piacciono le fiabe, come quella Vostra di Carmelo, il bambino d’oro e quello d’argento, è un immagine che piace alla gente.
-“Un bambino tutto d’oro?”-
Un bambino tutto d’oro, che lascia cadere di continuo polvere del medesimo prestigio del suo corpo, e a chi la raccoglie dona ricchezza. Per quanto tanto meravigliosa ammirazione possa suscitare il talento del bambino d’argento, quello del bambino d’oro ha un valore superiore.
-“Vabbè, vabbè, bella storia ma ditemi altro sul mio futuro.”-
Il sole che Voi irradiate però non basta a ridare vita a dei cadaveri, pardon Signorino a dei cavalieri…
-“Appunto eran ridotti male ma non mi sembrava così tanto!”-
Vi è fine alla barzelletta, solo quando cose serie si hanno da fare. A Cleveland è sempre mancato qualcosa per essere come le altre grandi città, un’attrazione. Si tramandano per discendenza gli stereotipi, le inibizioni al rispetto per qualcosa, si accumulano negli anni, è per questo che siete arrivato qua, perché tutto questo sia tolto.
-“Vi chiedo perdono, conoscete meglio di me è evidente la situazione, raccontatemi fatemi imparare.”-
I miei sono solo consigli, perché Voi possiate al meglio riparare ai danni fatti da altri in questi anni. Ci hanno portato in una nebbia che se non fosse stato per il Vostro arrivo, ci avrebbe condotti fino al baratro. Ormai i nostri erano diventati 12 ingestibili soldatini, che se ci avessero dato ascolto almeno una volta…invece non erano interessati, alcuni avevano pochi anni più di Lei, baby tiranni che comandavano un po’ troppo per i miei gusti. Avevano imbarazzanti frequentazioni, quelle posse che ormai seguono i soldi in ogni dove, ce n’era uno poi… in qualche modo sono l’altra faccia della medaglia quella che non deve capitare. Se per caso ne incontrate qualcuno di questi tipi, e purtroppo succederà detto fra noi, qualcuna di queste mele marce è rimasta nel piatto, dicevo, se Vi capiterà, ditegli subito buonanotte.
-“Scusi se lo chiedo, ma l’allenatore non è lì apposta per evitare queste situazioni?”-
Questa è una lega dove comandano i giocatori. Voi date sempre ascolto a uno che guadagna un ventesimo del vostro stipendio?”-
-“Certo! Fino a quando potrò imparare da lui lo starò sempre ad ascoltare.”-
Quante virtù che avete Voi, mio caro Signorino, spero che col tempo non vadano perdute, spero non siano solo il frutto della Vostra giovinezza. Difendetele bene le vostre virtù. Vedrete le tentazioni non vi mancheranno per intaccarle. Sbarrate le finestre, sprangate bene le porte, ragazze che Vi lanceranno messaggi d’amore col loro corpo ne incontrerete, non Vi potete immaginare neanche Voi quante. Quelle non stanno a guardare se siete Signorino o Marito, quelle cercano la dote e un po’ di luce sul viso, sopra la testa una corona da reginetta che tiene il braccio alla conquistata celebrità. A proposito di corone vi piace la Vostra?
-“Mi sento strano con questa cosa addosso, mi fa sudare a volte doverla portare in ogni posto. Sa però, quanto mi rifugio nel mio castello me la tolgo. Chiamo qualcuno dei miei amici, ci mettiamo in un angolo del parco, e li ti puoi vantare quanto vuoi, puoi quanto vuoi far roteare la tua lingua, è come una festa tra compagni di classe, facciamo volare la testa, con certi zompi, fino alla luna… mi promette però che non glielo dirà, che resterà solo su questa pagina, potrebbero non tollerarlo.”-
Molto stupido questo comportamento da parte Vostra Signorino, ma avete pensato a quante persone sapere questo potrebbe mettere paura?
-“Pensando a tutti gli scatoloni di merce omaggio che mi arrivano a casa, direi parecchie.”-
Fate attenzione, ne conosco di persone che la vita si sono bevuti, o se la sono giocata a dadi, perché hanno sbagliato il colore delle loro decisioni. Rovinati da stravizi ora si vergognano del loro passato, in un colpo dalla Luna sulla Terra sono tornati. Ricordate non c’è maggiore tristezza di quella di sapere d’aver il proprio talento sprecato. Poi le ricordo che avete sempre l’esempio di Vostro Padre davanti agli occhi.
-“Lasci stare Mio Padre. Mia madre è stata per me Padre, Madre, Sorella. E qui si chiude l’argomento.”
Mi scusi pensavo fosse nel Vostro interesse il discorso che ho fatto, non era mia intenzione farvi arrabbiare.
Visto che ci siamo comunque pensa di resistere bene alle provocazioni? Cercheranno in tutti i modi di farvi cadere nel tranello, una voce corre veloce di spogliatoio in spogliatoio, e se lei tiene qualcosa nascosto scoprirà presto quanto dura nell’NBA un segreto. E si ricordi faccia attenzione ai soldi.
-“Ai soldi? Si riferisce alle scommesse?”-
No, ma non si guarda intorno? Non solo belle ragazze, guardi quanti scaltri furfanti cercan la Vostra compagnia per grattare più polvere che possono dal Vostro corpo. Ma c’è un modo per allontanarli.
-“Quale?”-
C’è una domanda che toglie ogni dubbio, Voi poneteglela così. Io ho successo e mi ricordo di te, ma se tutto questo svanisse tu ti ricorderesti di me?
La loro esitazione, l’imbarazzo, l’occhio non più certo sul da farsi, faranno cadere la maschera.
Siamo arrivati Signorino, è giunta al termine questa conversazione, le chiedo un ultimo momento d’attenzione, lo sa Lei chi è James Nasmith?
-“Qualcuno deve avermelo nominato… il padrone della Nike? Non mi sembra un nome da rapper…sarà mica qualcuno a cui devo dei soldi?”-
In un certo senso sì. È grazie a lui se Voi siete multimilionario. È l’inventore del basket, uno che non ha mai chiesto un soldo per la sua idea. Che ha sempre chiamato il basket semplicemente gioco. Vi dico questo per un semplice motivo, tutto quello che guadagnate è frutto del Vostro Immenso Talento Divino, questo sia chiaro, i miei sono semplici consigli. Ma non lasciate che il denaro vi renda avido di cuore, Siete un Predestinato. Un Predestinato a portare Luce in ogni luogo dove c’è buio.

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May 13, 2008

ARENAS

Non devo avere fretta
Riparto da zero
Armo la mano per il ritorno
Il mio pensiero, intanto,
per i fedelissimi lettori,
ma non cambio mestiere
Anomalo, profondamente onesto
coglierò di sorpresa i protagonisti
di questo grosso spettacolo
La mia bocca racconta,
ma non mente sui numeri
IL mio dilemma, quando voglio, quando ne ho voglia
Il mio impegno spesso assopito
Esulta di rabbia agonistica
quando nessuno più ci crede
il cacciatore di autografi, allora,
può ingigantire di nuovo il mio ego

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May 7, 2008

Congratulazioni Mr Bryant, MVP!

La vita di un campione è fatta di vittorie e sconfitte. Ora nel momento del suo più grande trionfo individuale ripercorriamo la storia di Kobe In cinque puntate gli ultimi anni della sua storia dalle stalle alle stelle.

(PRIMA PUNTATA) Stagione ‘03/’04 SANTO O PECCATORE?

Nel bene o nel male parleranno sempre di Te. Di quelli come Te che al contrario di noi comuni mortali hanno il dono di elevarsi sopra le teste e di volare alti, molto alti fino a dove neanche a Icaro è riuscito, fino a toccare il sole. È nel tuo destino essere acclamato nel momento del trionfo, sentire gridare il Tuo Nome a gran voce
“ KOBE!, KOBE!, KOBE!, KOBE!, KOBE!, KOBE!, KOBE! „
È nel tuo destino attirare a Te persone come il miele le api, è nella nostra natura di comuni mortali, non frenare l’istinto e pungerti. Le unghie si mostrano affilate, le bocche sbavano, assetate da una voglia di rivincita. Alcuni chiamano la nostra INVIDIA. Il tuo giovane e potente corpo è una tentazione troppo forte al peccato…

Cercavi rifugio nella palestra, le chiavi, dai tempi del liceo, il custode te le lascia senza esitare, tornavi a ricordare quando per Te esisteva solo il basket. L’incidente era passato da pochi giorni, quel foglietto con in cima il Tuo nome cominciava a passare di mano in mano fino alla prima pagina di tutti i giornali, ma Tu non ci volevi pensare, Tu volevi solo giocare, tornare a rifugiarti nella partita. E dire che ne hai vissute di esperienze, più di quelle di otto uomini in cento anni di vita. Hai conosciuto il mondo, allevato sin dalla nascita alla curiosità, al successo, Ti sei programmato per raggiungere il Numero Uno. Avevi l’ambizione di farlo cadere di prenderne il suo posto, volevi volare ancora più in alto di Jordan. Alcuni sostengono che abbiano voluto fartela pagare, a qualcuno non è piaciuto il tuo affronto, o, forse, semplicemente, era già tutto scritto. Un nome, un destino. Kobe, nome preso da quello di una bistecca, che Tuo padre quella sera al ristorante nel menù abbia visto il tuo futuro? Forse sapeva saresti diventato come carne da macello? Gli occhi gonfi di pianto di fronte alla Tua bella Vanessa, Ti tiene la mano, mentre gridi la rabbia nei confronti di Te stesso, non sembra portare rancore. Ma come pensi possa sentirsi una donna mentre il suo uomo confessa l’adulterio? Perché Ti difende, sa qualche segreto che ancora Tu nascondi? Non vuole perdere quella Bella Vita?
Fedeltà e lealtà, lo hai ammesso Tu stesso, sono andati perduti dal Tuo codice personale, ma come hai potuto resistere a tutte le barbie di L.A., a Hollywood dove tutto sembra così sexy…cosa ti ha portato a cedere a questa, non meglio di altre, giovane fanciulla, doveva essere una pura formalità, erano così pesanti per Te due giorni e due notti lontano da casa?
È proprio vero i Lakers conservano tutte le migliori qualità di Hollywood:
INVIDIA EGO SCANDALI
Ora sei in trappola, smarrito in un triangolo maledetto, Tu, Lei, i Media. E se poi ci sono di mezzo un mucchio di soldi, il sesso…
Ogni mattina cronisti accaldati, a caccia di confessioni, di segreti tenuti nascosti, si lasciano un po’ andare, un ospite nelle pagine non va mai però sporcato troppo di fango, né troppo difeso, se non c’è la chiara verità, il meglio è sempre star nel mezzo, perché c’è sempre il momento in cui la situazione può cambiare. Nelle loro parole passa anche un po’ della Tua sorte. Sudano, ma non possono perdere tempo, le scadenze sono i secondi. Arrivare in ritardo sugli altri giornali può significare bersi la carriera. Ma chi ha mai saputo qualcosa di Te? Tu avevi una maschera. Quei pochi che ti hanno frequentato, amici di scuola, amici d’infanzia Ti definiscono così:
“ Lo conosco bene, esisteva solo il basket per lui, perfetto manager di se stesso, ma non so cosa sia successo quella sera… speriamo si risolva tutto al meglio.”
Santo o peccatore?
La favola è finita, la luna di miele con tanta gente è ormai terminata. I Tuoi sponsor Ti hanno chiuso in un recinto, un cavallo vincente dimenticato in fondo alla stalla perché ormai zoppo.
Giungono in migliaia alla prima udienza, migliaia, come le richieste per visitare il nuovo luogo di culto. Ognuno sfoggia il suo abito migliore, si avverte l’arrivo di un nome importante.
Quelle grida ancora –“ KOBE!, KOBE!, KOBE!” – attraversano l’aria. La valigia del tuo avvocato è già voluminosa, i piani per la strategia cominciano a maturare. L’avvocato Ti dice di non dire una parola, di tenere il capo alto per strada, ma in aula piegato. Bisogna scoprire anche i minuscoli dettagli di chi è costei, questa ragazza di cui si può mostrare al massimo le spalle, la grande meretrice. L’accoglienza travolgente, in questo momento sei un Dio che dall’Olimpo è sceso, sei uomo, sei bestia. Tanto rumore per nulla almeno al momento, ma la storia ha qualche buco di sceneggiatura, che qualcuno dovrà pure spiegare. Era una notte, una notte come ne hai già vissuto tante in una stanza d’albergo. L’ascensore si aprì, la porta si chiuse…è qua che la mia storia s’interrompe. Quando il prossimo 24 Marzo dovrai incontrarla di nuovo, questa volta in un tribunale però, che cosa proverai? Fare previsioni su come andrà a finire tutto è come scrivere sull’acqua, ora la parola è alla giuria, ma prima signor avvocato, mister Bryant concedetemi ancora cinque minuti…
Imputato si alzi in piedi. Preferirei si approcciasse al mio cliente in altro modo.
Sa ho sempre desiderato dirlo.
A) Doveva studiare legge invece che giornalismo allora!
Mr Bryant, le capita mai di sudare freddo guardando una puntata di Oz*?
A) Continua con la sua insolenza! Guardi che è un favore che faccio alla sua carriera di giornalista quello di concederle qualche minuto con il mio assistito.
K) È sempre facile fare gli spiritosi quando non è la propria vita quella su cui si scherza.
Mi scusi d’ora in avanti avrò un approccio più serio. Bill Russell, al termine della sua carriera
NBA disse:
“ Una volta lasciata la pallacanestro non potevo sperare di trovare il paradiso, perché qualsiasi cosa avrebbe rappresentato un passo indietro.”
Ora che la sua carriera, la sua vita, sono in bilico cosa pensa di trovare nel suo futuro?
A) Il mio cliente a domande come questa preferisce non rispondere.
K) Il Basket.
Sono mesi che Lei va avanti e indietro tra Los Angeles e il Colorado per le udienze del processo. Quando ritorna fa una doccia, dorme poche ore, entra in campo e segna una media di trenta punti, come fa?
K) Mi rimetto la mia armatura gialla! È la sfida che porta fuori il meglio di me.
Cosa farà quando sarà finito il rifugio della partita?
K) Mi rilasserò…mi godrò il tempo libero.
Pensa ce ne sarà molto nel suo futuro?
A) ricomincia…
Mi scusi, mi scusi…
Quali emozioni l’avvolgono nello spogliatoio, quando è lì, con la testa tra le mani, isolato nei suoi pensieri?
K) Molteplici, ma so cosa vorrebbe che le dicessi, e invece non lo farò sa perché?
No, me lo dica…
K) Perché non sono preda di paure, non vivo nel terrore del giudizio costante, Io al mattino mi posso alzare e guardarmi nello specchio sereno, posso andare in giro a testa alta, perché ho una coscienza.
Posso raccontarle una storia che mi ha detto un mio amico?
A) Mi raccomando niente trucchi, non si entra nel personale.
Promesso!
K) Prego faccia pure.
Allora la storia comincia il giorno del suo fermo…
A) Obiezione! Mi scusi mi sono fatto prendere… ma allora non ascolta? Niente di personale!
Per favore! Mi lasci terminare. Dicevamo, quel giorno il mio amico era in cucina a preparare la cena quando arriva suo figlio di sette anni che gli dice:- “Papà cosa ha fatto Kobe?”- È uno dei tanti suoi piccoli ammiratori. Come glielo spieghiamo, senza turbarlo, senza fargli perdere la fiducia in Lei, come? Con i numeri?
K)……………………………………………………..
Mi sembra di capire che spera sia il tempo a rispondere per Lei?
K) Il tempo che verrà darà delle risposte, Io per ora posso solo sperare che continui a fidarsi di me.
Sa perché le ho chiesto questo?
A) Già, perché lo ha chiesto?
K) Perché?
Perché la prima cosa che ha pensato il mio amico alla domanda di suo figlio è stata: “Kobe dimmi che non è vero.” Il figlio aveva Lei come modello, ora questa responsabilità ricade di nuovo per intero su di lui come padre. Cosa si sente di dirgli al mio amico?
A) Sarebbe un po’ ora che ognuno si prendesse le proprie responsabilità. Il mio cliente le sue, il suo amico quelle che gli spettano.
K) Non saprei veramente cosa dirgli…
Pensa ci sarà un finale in stile Hollywood per la sua storia?
K) ho fiducia nel sistema giudiziario americano.

IL FATTO
Il 30 Giugno 2003, mentre si trovava nel Colorado per un intervento al ginocchio, è stato accusato di violenza sessuale dall’impiegata alla reception dell’albergo dove era ospitato. Kobe non ha mai negato che ci sia stato un rapporto sessuale tra i due, si è però sempre dichiarato innocente dall’accusa di violenza.

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April 25, 2008

GAUCHO’S NFL DRAFT 2008 PREVIEW

Filed under: Sport, Sport USA

FIRST ROUND

1 MIAMI JACK LONG
2 ST.LOUIS CHRIS LONG
3 ATLANTA GLENN DORSEY
4 OAKLAND DARREN MCFADDEN
5 KANSAS CITY BRANDEN ALBERT
6 NEW YORK JETS VERNON GHOLSTON
7 NEW ENGLAND DERRICK HARVEY
8 BALTIMORE MATT RYAN
9 CINCINNATI SEDRICK ELLIS
10 NEW ORLEANS LEODIS MCKELVIN
11 BUFFALO DEVIN THOMAS
12 DENVER KEITH RIVERS
13 CAROLINA RYAN CLADY
14 CHICAGO JEFF OTAH
15 DETROIT JEROD MAYO
16 ARIZONA RASHARD MENDENHALL
17 KANSAS CITY PHILLIP MERLING
18 HOUSTON CHRIS WILLIAMS
19 PHILADELPHIA DOMINIQUE RODGERS-CROMARTIE
20 TAMPA BAY MIKE JENKINS
21 WASHINGTON CALAIS CAMPBELL
22 DALLAS AQIB TALIB
23 PITTSBURGH GOSDER CHERILUS
24 TENNESSEE LIMAS SWEED
25 SEATTLE JONATHAN STEWART
26 JACKSONVILLE KENTWAN BALMER
27 SAN DIEGO BRANDON FLOWERS
28 DALLAS FELIX JONES
29 SAN FRANCISCO MARIO MANNINGHAM
30 GREEN BAY ANTOINE CASON
31 NEW YORK GIANTS DEJUAN MORGAN


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April 24, 2008

CHIAMATELI FUTURO

Filed under: Sport, Sport USA

USA TODAY ALL-USA BASKETBALL TEAM High school boys

 

FIRST TEAM

SAMARDO SAMUELS 6-9 FORWARD ( player of the year)
St.Benedict’s Prep (Newark) college choice : LOUISVILLE

JRUE HOLIDAY 6-4 GUARD
Campell Hall (North Hollywood, California) college choice : UCLA

LANCE STEPHENSON 6-6 GUARD
Lincoln (Brooklyn, N.Y.) college choice : indeciso è un junior

BRANDON JENNINGS 6-2 GUARD
Oak Hill Academy (Mounth of Wilson, Va.) college choice : ARIZONA

B.J. MULLENS 7-1 CENTER
Canal Winchester (Ohio) college choice : OHIO STATE

COACH OF THE YEAR : BOB HURLEY
St.Anthony (Jersey City)

SECOND TEAM

AL-FAROUQ AMINU 6-9 FORWARD
Norcross (Georgia) college choice : WAKE FOREST

TYREKE EVANS 6-6 GUARD
American Christian (Aston, Pa.) college choice : MEMPHIS

RENARDO SIDNEY 6-10 CENTER
Fairfax (Los Angeles) college choice : indeciso è un junior

DeMAR DeROZAN 6-6 FORWARD
Compton (California) college choice : USC

MIKE ROSARIO 6-2 GUARD
St.Anthony (Jersey City) college choice : RUTGERS

THIRD TEAM

SCOTTY HOPSON 6-5 GUARD
University Heights (Hopkinsville, Ky.) college choice : TENNESSEE

GREG MONROE 6-10 FORWARD
Helen Cox (Harvey, La.) college choice : GEORGETOWN

WILLIE WARREN 6-4 GUARD
North Crowley (Forth Worth) college choice : OKLAHOMA

MICHAEL DUNINGAN 6-10 CENTER
Farragut (Chicago) college choice : OREGON

TYLER ZELLER 7-0 CENTER
Washington (Ind.) college choice : NORTH CAROLINA


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April 22, 2008

NY: È ANCORA LUNGO L’INCUBO?

Filed under: Sport USA, NBA/ABA

Caro Mr Dolan, da quanto tempo non gira liberamente per la città?
Non sente più niente, da tanto forti sono i fischi. Gli anni passano ma resta prigioniero di questa melodia maledetta dall’andamento triste. Purtroppo per Lei gentile Signor anche se il mondo è pieno d’avvenimenti, e a New York basta un attimo perché un evento accada, i Knicks hanno un posto speciale nella stampa locale. La penna intinta nel curaro lascia profondi segni sul suo umore mattutino, ma se la sente lei di condannarli, di questa squadra c’è ben poco da salvare. Tutti vi deridono, ma in cuor suo lo sa, la maggior parte lo fanno per affetto. Piange rabbia il cuore a veder ridotto così un grande amore. Sulla scena dell’incubo ha chiamato Mr Walsh, colui che dovrebbe lavar via ogni traccia di peccato senza lasciar ricordo, che il cielo ne abbia riguardo, non voglia fare anche di lui un pessimo attore in questo film orribile. Lo lasci lavorare questo buon uomo, taglierà via da abile sarto qualche figurante, e dal draft cercherà di far spuntare qualche campione.
Alla fine s’è lasciato dopo anni di alti e bassi col suo fidato Thomas. Per carità non si guardi indietro, è la scelta giusta, speriamo non tardiva, per il bene della società. Quel benedetto ragazzo di Isiah ne aveva fatte fin troppe di mattane per lasciare passare ancora oltre. Mancava veramente poco perché i Knicks diventassero come i Cavaliers di qualche annata passata o come i Clippers d’ogni stagione buoni solo per le barzellette. Il Madison continua a mostrare la sua fede, è sempre in cerca di qualche emozione, son troppi anni che aspetta l’ultimo secondo per vedere se cambia il finale. Sono un’opera particolare questi Knicks, l’amore non basta, per modificare la musica bisognava cambiare, smetterla di continuare a scavare. Come è stato per i Celtics sia per i Knicks.

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April 19, 2008

THE CALVERLEY & YARDLEY SHOW puntata n.1

Yardley: Buonasera…

Calverley: Ciao, già tornato da Sacramento?

Yardley: Lascia stare son ancora in strada, stamattina alle quattro mi son alzato, ma non si può… che ditta del piffero… vabbè parliam di basket che è meglio.

Calverley: Playoff finalmente! Voi di L.A. avete la 1 a ovest pensate di arrivare fino in fondo?

Yardley: Permettimi, prima che risponda, voi di New York non l’avete capita che non c’è più fondo di quello che avete già trovato?

Calverley: Iena…

Yardley: Ah ah ah mi sento già meglio… ma pensa te sono ancora a Fresno… che lavoro da schifo… ditta del piffero… vabbè… dicevamo…

Calverley: Playoff !!!

Yardley: Dai il tempo che aspetto che ’sti scemi qua davanti si diano una mossa ti faccio i miei pronostici.

Calverley: Giusto per segare le gambe a qualcuno che aveva speranze!

Yardley: Che idiota…

Calverley: Facciamo che tu fai l’ovest, poi io ti dico l’est, così almeno ne azzoppiamo un po’ per uno. Ci giochiamo un caffè?

Yardley: Accettato. Dai prima volta che vengo a New Rochelle allora me ne offrirai uno.

Calverley: Facciamo solo il primo turno per ora.

Yardley: Vorrà dire che mi offrirai quattro caffè!

Calverley: Comincia tu.

Yardley: I miei Lakers facili in cinque, i campioni in carica sui Suns in una serie tiratissima passano in gara 7, e i Mavs, forse un po’ a sorpresa, battono i sorprendenti Hornets anche loro in sette gare. Cosa manca? Ah, giusto, i mormoni che vengono dallo Utah passano 4 a 2 con il povero T-Mac, anche se per la legge dei grandi numeri prima di andare in pensione anche lui dovrà pur passare un primo turno, ma facciamo l’anno prossimo con Yao. Sentiamo le tue ora.

Calverley: Allora: i verdi facile in quattro su Atlanta, quei lunatici di Detroit per supponenza almeno una la perdono con Phila, Orlando agile con Toronto in cinque e Washington manda a casa il Prescelto in sei partite. Sorpreso?

Yardley: Per niente, anche io vedo molto bene quel losangelino doc di Gilbertone, penso proprio che un bello scherzetto al The Chosen One lo farà. Comunque ora ti lascio, ho ancora diverse miglia da macinare questa sera. Ci vediamo a breve quando dovrai offrirmi i caffè che avrò vinto con questi pronostici.

Calverley: Non darlo così per scontato. Alla prossima allora.

 

OMAGGIO A 7 RINGS HORRY

È una canzone dei GRAND INCREDIBILE e s’intitola "Robert Horry saves the day".

Su richiesta si può pubblicare anche il testo con traduzione in italiano (io l’ho trovato sulla rivista ufficiale nba che ho preso oggi).


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April 13, 2008

BIG JAY WINS

Filed under: Sport, Sport USA, Citazioni

1988 KANSAS-OKLAHOMA 83-79

"Nella vita si può vincere o perdere. Io mi accontenterei di pareggiare"

Charlie Brown

 

Danny c’era, anzi era lì come il migliore di tutti.

Oggi, in questo lunedì d’aprile, in eleganti abiti borghesi, il buon Danny Manning, invecchiato bene, torna a farci compagnia.

Erano vent’anni che non passava dalle parti di quel palcoscenico lucente ma in cuor suo fratello D. portava ancora qualche ricordo amico. Siede accanto a maestro Bill Self, annota tutto, anche le superstizioni del suo capo, cerca il dettaglio, il segreto che porterà alla vittoria, l’occhio cade sulle curiosità.

I grandi santoni attorno al tavolo sono quasi tutti d’accordo. Sarà Memphis alla fine a tirar su la pagliuzza vincente. Scelgon tutti gli stessi eroi, Brandon Rush e Derrick Rose, uno per parte, gli ospiti più attesi. Lo spettacolo ha inizio. L’orchestra Memphis sembra funzionare come un orologio, ma il primo tempo è un ballo guancia a guancia. Kansas lo chiude avanti, ma l’ospite più atteso deve ancora arrivare.

Finalmente nel secondo quel fenomeno di Derrick trova un passo che gli piace e si fa prendere dalla danza, Memphis prende il largo, i minuti passano inesorabili ma la cicciona non s’è ancora decisa a cantare, coach Calipari non lo sa ma sul suo capo gli dei del basket han previsto un amaro finale. Il caro D brucia dentro, nascosto sotto il doppiopetto conserva il giocatore.

La mano balbetta, Douglas-Roberts prima e poi Rose dalla lunetta fan cilecca e allora Chalmers si ricorda che da bambino sognava di fare l’eroe e mantiene fede al suo impegno. L’arancia bacia la retina infrangendo milioni di cuori a due secondi dalla sirena.

Il fuoco di Memphis si spegne e comincia il crollo. Il supplementare per Kansas è pura passerella, gli occhi parlano e li vedi dire

NON POSSIAMO PIÙ ASPETTARE.

ABBIAMO SOFFERTO TROPPO E ORA VOGLIAMO GODERCI IL MOMENTO

Glory, glory, alleluia.

Tre giovani Elvis, l’alto, il grasso, l’allibito, torneranno nel Tennessee senza aver per qualche giorno voglia di scherzare. Ore 5.55 di una mattina italiana. Danny Manning è sul palco a celebrare con la maglietta già pronta per il festeggiamento, il blocco con gli appunti chissà dov’è finito, e qual è stato il segreto vincente. Il trionfo è l’alba di una dinastia o solo un sogno da cui il draft farà risvegliare presto?


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April 6, 2008

CUBS: 100 anni in attesa… chi fermerà la maledizione?

Filed under: Sport, Sport USA

La stagione era finita. Rise, e cominciò ad offrire da bere a tutti. È del tutto evidente, la differenza la fa la vittoria. In che modo è presto detto, la sventura ricade su di un altro. Sarà questo ad essere afflitto, a vaneggiare di congiure preesistenti, a sedersi ed osservare gli altri festeggiare. Avrà davanti un anno in solitudine dentro di sé non vorrà mai parlare troppo presto. Ogni previsione a mezzo stampa, questa coalizione di beceri iettatori, gli farà scuotere il capo. Rivelerà la sua debolezza, la sua protesta sarà più ostile, avrà il sospetto che nel momento della battaglia i suoi eroi preferiranno fuggire. La squadra dovrà riguadagnarsi la sua stima, gl’insegnamenti per una vittoria sono una legge da ricordare per ogni giocatore, chi salirà su quel monte sentirà forte le sue grida.

Giocate nel modo giusto!

Fate girare la palla!

Colpite duro e preciso!

Giocate con buon senso!

Dopo la disastrosa stagione precedente, questo insieme di traditori, non gl’ispirerà nessuna fiducia, e starà a testa in giù, per un momentaneo capriccio sciocco. Sarà uno, nessuno, centomila in quello stadio, parlerà di donne, carte, persino di politica ma di baseball quello no.

Sogni negativi

Vorrà presto uscire dal suo sonno, occhi sognanti cominceranno a vedere solo il nero, nefasti presagi di qualcosa d’avvilente. Non saprà cosa l’aspetta e l’angoscia lo uccide. Sente una nube vagante sulla sua testa, la voce soddisfatta della sconfitta avvicinarsi e arrivare sino alle orecchie.

Passerà un anno, ne passeranno anche due, se ne passeranno più di tre cominceranno a guardarlo con simpatia. Il clemente, il misericordioso, gli augurerà qualche piccola soddisfazione nel corso della stagione. Appena uscirà dal portico per andare alla partita, con fare sarcastico, anche da sua moglie verrà apostrofato. – “ Mi raccomando il bambino, stai attento al bambino!”-

Il bambino altri non è che una scimmietta, che dalla sua spalla lo guarderà, un nome dovrà trovarle, non è un azzardo pensare che per un lungo periodo possa fargli compagnia.

Forse mi son lasciato prendere la mano dalla mia ironia, forse dovrei ricordare dove è nata la sua passione. Sarebbe più giusto prima di tante parole dare un occhiata al suo passato.

Dolci ricordi

La squadra è il suo Primo amore. Gli ricorda di quando, a dieci anni, rinchiuso in soffitta per punizione, aprendo un baule, scoprì che anche il padre poteva avere un cuore. Quel papà che nelle sere d’estate lo mandava a letto presto senza fargli vedere la partita. Lui, allora, poteva solo sognarla, e al risveglio, il mattino diventava a seconda del risultato nemico o amico.

Nella tragedia sportiva, se riuscirà a leggere attentamente il messaggio, forse ritroverà se stesso e capirà che è solo un gioco, in cui le regole sono uguali per tutti. La fortuna non viene da sola, bisogna cercarla attraverso il lavoro. In primavera le speranze di poveri tifosi illusi fioriscono in grande quantità, ma in autunno, quando queste sono ormai ingiallite e secche nell’attesa, quando una partita conta, solo i campioni veri ci sono sempre.

 

NOTA A MARGINE:
THE CURSE OF THE GOAT ( LA MALEDIZIONE DEL CAPRONE)

Nel 1946 Bill Slanis, per gara 4 delle finali, acquistò due biglietti, uno per sé e uno per il suo caprone, ma gli fù negato l’accesso allo stadio. Infuriato, Slanis, lanciò la maledizione ai cubs dicendo che non avrebbero più vinto un campionato.

Quell’anno dopo essere stati in vantaggio nella serie persero il titolo nella decisiva gara 7. Nel 1969 a metà stagione la squadra aveva un buon vantaggio sulla più diretta concorrente, ma, durante una partita a New York, un gatto nero passò davanti alla panchina di Chicago. Fù l’inizio del disastro, la squadra non si qualificò neanche per i playoff. Nei successivi 61 anni alla maledizione la squadra ha avuto ben 43 annate negative, non è più andata in finale. Nel 2003 avanti 3 a 1 nella serie con Florida a una partita dal tornare alle finali, largamente in vantaggio nella partita, una semplice eliminazione da parte dei cubs si è invece rivelata l’inizio della rimonta di Florida. Una palla già nel guanto di Alou, estremo dei cubs, è stata intercettata, rendendo nulla l’eliminazione, da uno spettatore Steve Barman, tifoso da sempre dei cubs…Florida ha poi vinto partita, serie e Finale…


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