June 23, 2008

RITORNANO LE POESIE

Filed under: Poesie

3, 4 FEBBRAIO

Ho frugato nelle tasche,
ma non ho trovato niente.
Ho chiuso gli occhi allora,
per avere una storia.
L’amore brontola nella mia mente,
ma per ora è un pallido ricordo.
Una ragazza ubriaca di follia
che canta
senza fare caso a quello che dice a quello che fa.
Balla l’inquadratura,
un auto senza comando
a fari spenti nella nebbia.

21 e 22

Non ho paura della veste bianca,
abbi pietà,
e la vita si dischiude.
Non è una domenica come tutte le altre,
la notte s’infiamma,
ognuno scrive il suo nome,
con i colori della luce.

ISTRUZIONI PER NON ODIARE

Ho arrestato la notte,
perché la credevo un’assassina.
Ha sparato nel buio,
ferendo il vostro cronista.
La rabbia di un angelo dolente non fa rumore,
è testimone, senza vedere.
Sento l’arrivo d’una presenza,
l’apertura alare si distende,
per un abbraccio.
Il giudice è risorto,
unica Salvezza,
Ascoltami.

4 CHIACCHERE CON LA PIOGGIA

L’occhio cade sull’immagine,
l’ascolto su una preghiera.
Comincio a cantare
un testo che nasce lento.
Le comparse della mia storia sono i protagonisti d’una poesia,
dove lacrime abbracciano sorrisi,
la testa un cuscino,
i sogni la fantasia
mentre recita in un’illusione.

GOCCIA UNO, GOCCIA DUE

Mi sento sfiorato dal cielo,
un gesto beffardo,
una volta, due volte, tocca il capo.
Gocce d’acqua lavano via un pensiero,
la memoria fruga nello scatolone del passato,
ma non ricorda,
eppure in quell’attimo ormai rimosso io c’ero.

ROMY (?)

La radio parla al cuore,
cantando la tua canzone.
Ho perso il momento
spero,
senza crederci forse tanto,
di recuperare un attimo.
C’è una piccola fiamma nel silenzio
che vorrebbe ancora parlare.
Non spezzerò mai la speranza,
anche se, mentre mi cullo tra le braccia di Morfeo,
mi racconto la verità
che l’occhio abbagliato di luce
non riesce a guardare.
Tutto sembra andare veloce,
ma in ogni vetrina in cui mi specchio
c’è il tuo e non il mio di riflesso.

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May 13, 2008

ARENAS

Non devo avere fretta
Riparto da zero
Armo la mano per il ritorno
Il mio pensiero, intanto,
per i fedelissimi lettori,
ma non cambio mestiere
Anomalo, profondamente onesto
coglierò di sorpresa i protagonisti
di questo grosso spettacolo
La mia bocca racconta,
ma non mente sui numeri
IL mio dilemma, quando voglio, quando ne ho voglia
Il mio impegno spesso assopito
Esulta di rabbia agonistica
quando nessuno più ci crede
il cacciatore di autografi, allora,
può ingigantire di nuovo il mio ego

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April 19, 2008

Il viaggio di Alice

Filed under: Generale, Poesie

L’incendio avanza,

lasciando una memorabile testimonianza.

L’ossatura scopre il suo rivestimento,

un’opera d’arte eccelsa.

Le tre facce cambiano colore,

la radice diventa visibile,

il muro viene scoperto.

Le proporzioni tornano perfette,

non tremiamo per la potente emozione,

un pensiero grave è più lontano.

Da un gesto del sole compare la luce,

il portale mostra la strada,

trovo il coraggio di aprire le ali?

Il volto, che sembrava scomparso ritrovato.

Nel mezzo del cammino,

prima del tramonto,

dalla voce può uscire la risata d’un folle,

che mentre gira per la notte,

cammina sulla sua botola,

senza cintura di sicurezza.

Un grande sospiro

Mi fa scegliere il destino,

le cose, dopo l’incendio,

offrono tutt’altro aspetto.


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SONO NATO SULL’ONDA DI UNA POESIA

Filed under: Generale, Poesie

Sono nato sull’onda di una poesia. Accendo i sensi, come un fiume in piena do sfogo al riso ed al pianto. Il cuore pulsa per una romantica storia, per le mie riflessioni in questa piccola stanza. La gran confusione, il viaggio in uno sconosciuto pianeta, la costruzione del mio mondo. In ogni parola c’è un sorriso, un dolore profondo, il mio cuore strappato che viene distribuito con sincerità. Le palpitazioni di una notte insonne e l’abbraccio di un film che mi consola. Un colpo di fulmine che si trasforma in amore vero. Le mie creature, il lavoro, la vita che, silenziosamente, in punta di piedi, ci fa prendere strade diverse, ma che basta una frase per restituirci la memoria del passato.

Quello che non ho dimenticato.

I momenti sul mio divano.

Quelli guardando la finestra di fronte.

Non ho paure, la velocità della mia mente fa sì che a volte scriva senza prendere respiro, senza mai mentire. Poi arriva il montaggio, dove inserisco anche gli ospiti, le tracce fantasma, il magnifico disco della serata, la colonna sonora della notte, il pensiero al mio angelo custode, un momento di felicità. Spesso mi chiedo se è qui la festa. Se c’è spazio per la risata d’un comico. Le domande sul Paradiso, le proiezioni, amori, altri amori assaggiati, le apparizioni, e il regno delle follie, le scene rubate alla vita degli altri. Qualcosa che catalizzasse la mia attenzione, fosse una cosa buona o una minaccia, qualcosa d’incombente, qualcosa che venisse a distruggere la scena. Ecco un errore a farmi arrabbiare, ma anche a farmi pensare prima di massacrare la storia. I sogni generalmente fan partire la danza. Rapisco e tengo prigioniero il mio stato di grazia comincio a ballare. Che cosa sarebbe la mia vita senza di loro.

Senza le mie sfide.

Senza il mio stato di vittima.

Senza il mio essere carnefice.

Sognavo tutto così.

Vendo la mia esistenza in uno spettacolo di poche righe. Il giovane ed il suo circo, sempre pronto a far riemergere il lato più oscuro. Apro l’ombrello per mettere al riparo un corpo che vaga, a volte senza testa, e che avanza nella sua personale guerra. Irriconoscibile ai suoi stessi occhi, in alcuni montaggi.


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