Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante.
Se avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,
ma non avessi la carità,
non sarei nulla.
Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri,
se dessi il mio corpo per essere arso,
e non avessi la carità,
non mi gioverebbe a nulla.
La carità è paziente,
è benigna la carità;
la carità non invidia, non si vanta,
non si gonfia, non manca di rispetto,
non cerca il proprio interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
ma si compiace della verità;
tutto tollera, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta.
La carità non verrà mai meno.
Le profezie scompariranno;
il dono delle lingue cesserà, la scienza svanirà;
conosciamo infatti imperfettamente,
e imperfettamente profetizziamo;
ma quando verrà la perfezione, sparirà ciò che è imperfetto.
Quando ero bambino, parlavo da bambino,
pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
Da quando sono diventato uomo,
ho smesso le cose da bambino.
Adesso vediamo come in uno specchio, in modo oscuro;
ma allora vedremo faccia a faccia.
Ora conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente,
come perfettamente sono conosciuto.
Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità;
ma la più grande di esse è la carità.
Altro personaggio che vi presento è John Wooden.
Una delle sole due persone al mondo al quale chiedere l’autografo.
Semplicemente il più grande allenatore della storia dello sport.
Per capirci uno dei pochi eletti nella Hall of fame sia come giocatore sia come allenatore.
Vincitore di 10 campionati universitari in undici anni dal 1963 al 1975 anno del suo ritiro con la mitica UCLA.
Un giorno in una scuola un’insegnante chiese cosa volesse dire UCLA, quasi tutti gli studenti risposero correttamente Università California at Los Angeles, uno rispose in maniera diversa, rispose semplicemente BASKETBALL. Capito?
John Wooden è famoso anche per le sue massime motivazionali e per aver ideato la piramide del successo, vi lascio con una delle sue frasi più famose, ma tornerò a parlare di John Wooden e della sua piramide.
“Preoccupatevi più del vostro carattere che della vostra reputazione, perché il vostro carattere è quello che siete realmente, mentre la vostra reputazione è solo quello che gli altri pensano che voi siate.”
La vita di un campione è fatta di vittorie e sconfitte. Ora nel momento del suo più grande trionfo individuale ripercorriamo la storia di Kobe In cinque puntate gli ultimi anni della sua storia dalle stalle alle stelle.
(PRIMA PUNTATA) Stagione ‘03/’04 SANTO O PECCATORE?
Nel bene o nel male parleranno sempre di Te. Di quelli come Te che al contrario di noi comuni mortali hanno il dono di elevarsi sopra le teste e di volare alti, molto alti fino a dove neanche a Icaro è riuscito, fino a toccare il sole. È nel tuo destino essere acclamato nel momento del trionfo, sentire gridare il Tuo Nome a gran voce
“ KOBE!, KOBE!, KOBE!, KOBE!, KOBE!, KOBE!, KOBE! „
È nel tuo destino attirare a Te persone come il miele le api, è nella nostra natura di comuni mortali, non frenare l’istinto e pungerti. Le unghie si mostrano affilate, le bocche sbavano, assetate da una voglia di rivincita. Alcuni chiamano la nostra INVIDIA. Il tuo giovane e potente corpo è una tentazione troppo forte al peccato…
Cercavi rifugio nella palestra, le chiavi, dai tempi del liceo, il custode te le lascia senza esitare, tornavi a ricordare quando per Te esisteva solo il basket. L’incidente era passato da pochi giorni, quel foglietto con in cima il Tuo nome cominciava a passare di mano in mano fino alla prima pagina di tutti i giornali, ma Tu non ci volevi pensare, Tu volevi solo giocare, tornare a rifugiarti nella partita. E dire che ne hai vissute di esperienze, più di quelle di otto uomini in cento anni di vita. Hai conosciuto il mondo, allevato sin dalla nascita alla curiosità, al successo, Ti sei programmato per raggiungere il Numero Uno. Avevi l’ambizione di farlo cadere di prenderne il suo posto, volevi volare ancora più in alto di Jordan. Alcuni sostengono che abbiano voluto fartela pagare, a qualcuno non è piaciuto il tuo affronto, o, forse, semplicemente, era già tutto scritto. Un nome, un destino. Kobe, nome preso da quello di una bistecca, che Tuo padre quella sera al ristorante nel menù abbia visto il tuo futuro? Forse sapeva saresti diventato come carne da macello? Gli occhi gonfi di pianto di fronte alla Tua bella Vanessa, Ti tiene la mano, mentre gridi la rabbia nei confronti di Te stesso, non sembra portare rancore. Ma come pensi possa sentirsi una donna mentre il suo uomo confessa l’adulterio? Perché Ti difende, sa qualche segreto che ancora Tu nascondi? Non vuole perdere quella Bella Vita?
Fedeltà e lealtà, lo hai ammesso Tu stesso, sono andati perduti dal Tuo codice personale, ma come hai potuto resistere a tutte le barbie di L.A., a Hollywood dove tutto sembra così sexy…cosa ti ha portato a cedere a questa, non meglio di altre, giovane fanciulla, doveva essere una pura formalità, erano così pesanti per Te due giorni e due notti lontano da casa?
È proprio vero i Lakers conservano tutte le migliori qualità di Hollywood:
INVIDIA EGO SCANDALI
Ora sei in trappola, smarrito in un triangolo maledetto, Tu, Lei, i Media. E se poi ci sono di mezzo un mucchio di soldi, il sesso…
Ogni mattina cronisti accaldati, a caccia di confessioni, di segreti tenuti nascosti, si lasciano un po’ andare, un ospite nelle pagine non va mai però sporcato troppo di fango, né troppo difeso, se non c’è la chiara verità, il meglio è sempre star nel mezzo, perché c’è sempre il momento in cui la situazione può cambiare. Nelle loro parole passa anche un po’ della Tua sorte. Sudano, ma non possono perdere tempo, le scadenze sono i secondi. Arrivare in ritardo sugli altri giornali può significare bersi la carriera. Ma chi ha mai saputo qualcosa di Te? Tu avevi una maschera. Quei pochi che ti hanno frequentato, amici di scuola, amici d’infanzia Ti definiscono così:
“ Lo conosco bene, esisteva solo il basket per lui, perfetto manager di se stesso, ma non so cosa sia successo quella sera… speriamo si risolva tutto al meglio.”
Santo o peccatore?
La favola è finita, la luna di miele con tanta gente è ormai terminata. I Tuoi sponsor Ti hanno chiuso in un recinto, un cavallo vincente dimenticato in fondo alla stalla perché ormai zoppo.
Giungono in migliaia alla prima udienza, migliaia, come le richieste per visitare il nuovo luogo di culto. Ognuno sfoggia il suo abito migliore, si avverte l’arrivo di un nome importante.
Quelle grida ancora –“ KOBE!, KOBE!, KOBE!” – attraversano l’aria. La valigia del tuo avvocato è già voluminosa, i piani per la strategia cominciano a maturare. L’avvocato Ti dice di non dire una parola, di tenere il capo alto per strada, ma in aula piegato. Bisogna scoprire anche i minuscoli dettagli di chi è costei, questa ragazza di cui si può mostrare al massimo le spalle, la grande meretrice. L’accoglienza travolgente, in questo momento sei un Dio che dall’Olimpo è sceso, sei uomo, sei bestia. Tanto rumore per nulla almeno al momento, ma la storia ha qualche buco di sceneggiatura, che qualcuno dovrà pure spiegare. Era una notte, una notte come ne hai già vissuto tante in una stanza d’albergo. L’ascensore si aprì, la porta si chiuse…è qua che la mia storia s’interrompe. Quando il prossimo 24 Marzo dovrai incontrarla di nuovo, questa volta in un tribunale però, che cosa proverai? Fare previsioni su come andrà a finire tutto è come scrivere sull’acqua, ora la parola è alla giuria, ma prima signor avvocato, mister Bryant concedetemi ancora cinque minuti…
Imputato si alzi in piedi. Preferirei si approcciasse al mio cliente in altro modo.
Sa ho sempre desiderato dirlo.
A) Doveva studiare legge invece che giornalismo allora!
Mr Bryant, le capita mai di sudare freddo guardando una puntata di Oz*?
A) Continua con la sua insolenza! Guardi che è un favore che faccio alla sua carriera di giornalista quello di concederle qualche minuto con il mio assistito.
K) È sempre facile fare gli spiritosi quando non è la propria vita quella su cui si scherza.
Mi scusi d’ora in avanti avrò un approccio più serio. Bill Russell, al termine della sua carriera
NBA disse:
“ Una volta lasciata la pallacanestro non potevo sperare di trovare il paradiso, perché qualsiasi cosa avrebbe rappresentato un passo indietro.”
Ora che la sua carriera, la sua vita, sono in bilico cosa pensa di trovare nel suo futuro?
A) Il mio cliente a domande come questa preferisce non rispondere.
K) Il Basket.
Sono mesi che Lei va avanti e indietro tra Los Angeles e il Colorado per le udienze del processo. Quando ritorna fa una doccia, dorme poche ore, entra in campo e segna una media di trenta punti, come fa?
K) Mi rimetto la mia armatura gialla! È la sfida che porta fuori il meglio di me.
Cosa farà quando sarà finito il rifugio della partita?
K) Mi rilasserò…mi godrò il tempo libero.
Pensa ce ne sarà molto nel suo futuro?
A) ricomincia…
Mi scusi, mi scusi…
Quali emozioni l’avvolgono nello spogliatoio, quando è lì, con la testa tra le mani, isolato nei suoi pensieri?
K) Molteplici, ma so cosa vorrebbe che le dicessi, e invece non lo farò sa perché?
No, me lo dica…
K) Perché non sono preda di paure, non vivo nel terrore del giudizio costante, Io al mattino mi posso alzare e guardarmi nello specchio sereno, posso andare in giro a testa alta, perché ho una coscienza.
Posso raccontarle una storia che mi ha detto un mio amico?
A) Mi raccomando niente trucchi, non si entra nel personale.
Promesso!
K) Prego faccia pure.
Allora la storia comincia il giorno del suo fermo…
A) Obiezione! Mi scusi mi sono fatto prendere… ma allora non ascolta? Niente di personale!
Per favore! Mi lasci terminare. Dicevamo, quel giorno il mio amico era in cucina a preparare la cena quando arriva suo figlio di sette anni che gli dice:- “Papà cosa ha fatto Kobe?”- È uno dei tanti suoi piccoli ammiratori. Come glielo spieghiamo, senza turbarlo, senza fargli perdere la fiducia in Lei, come? Con i numeri?
K)……………………………………………………..
Mi sembra di capire che spera sia il tempo a rispondere per Lei?
K) Il tempo che verrà darà delle risposte, Io per ora posso solo sperare che continui a fidarsi di me.
Sa perché le ho chiesto questo?
A) Già, perché lo ha chiesto?
K) Perché?
Perché la prima cosa che ha pensato il mio amico alla domanda di suo figlio è stata: “Kobe dimmi che non è vero.” Il figlio aveva Lei come modello, ora questa responsabilità ricade di nuovo per intero su di lui come padre. Cosa si sente di dirgli al mio amico?
A) Sarebbe un po’ ora che ognuno si prendesse le proprie responsabilità. Il mio cliente le sue, il suo amico quelle che gli spettano.
K) Non saprei veramente cosa dirgli…
Pensa ci sarà un finale in stile Hollywood per la sua storia?
K) ho fiducia nel sistema giudiziario americano.
IL FATTO
Il 30 Giugno 2003, mentre si trovava nel Colorado per un intervento al ginocchio, è stato accusato di violenza sessuale dall’impiegata alla reception dell’albergo dove era ospitato. Kobe non ha mai negato che ci sia stato un rapporto sessuale tra i due, si è però sempre dichiarato innocente dall’accusa di violenza.
Così lontani, così invisibili, che sembra quasi non esistano più.
Sentinella, non è ancora il momento del riposo.
È troppo presto per vedere l’alba. Non possiamo lasciare il lavoro a metà.
Non possiamo permetterci di perdere ora, con le unghie e con i denti, difenderemo ciò per cui abbiamo lottato. Dov’è la pistola?
Dove sono i fiori?
O con noi o contro di noi.
Non posso garantirti che non ci saranno violenza e morte, ma noi siamo qui in veste di amici. Guarda questa luna rossa, dicono sia un segnale di sventura, di dolore incombente.
Eppure è bello essere qui, non lo dirò più ma ricordalo…
Ora ti spiego il combattimento, ci sveglieremo tardi domattina, dopo colazione, speriamo ci sia un po’ di brezza, ci metteremo in marcia…
Pensi farebbe lo stesso non venissi?
No, non è lo stesso! Perché non dovresti venire?
Può darsi sia solo il frutto di questi ultimi giorni, ma comincio ad avere paura.
Brutto stupido non dire sciocchezze!
Allontanati per un istante dal fuoco e ascoltami.
Ti confesso che una volta, era quasi il crepuscolo, incontrammo un rumore come di fuochi d’artificio, e un vento pieno di piombo venirci incontro. Lo affrontammo in massa, cominciammo a sparare senza guardare, e quando la nebbia di fumo scese, vedemmo un uomo solo urlare, uno spericolato che aveva deciso di sfidare in solitudine la nostra armata. Vidi i miei compagni portare fuori la salma, un pezzo di carne senza volto.
Non puoi addolorarti per una persona passa troppo poco tempo tra una morte e l’altra.
Ma ti ascolti? Non senti con quale boriosità mostri il tuo orgoglio?
Calmati, copriti i denti, smettila di ringhiare, non sei un assassino con un’esperienza alle spalle. Abituarti a questo atteggiamento è un non ritorno verso la realtà.
Che cos’è?
Ma cosa credi che compiacerti di questo accrescerà il tuo prestigio ?
Se prenderemo Osama, altro che prestigio! Amico tira fuori l’abito elegante ci aspetta una Grande Parata.
Cosa, gli dai del tu ? Osama, ne parli come se fosse uno di famiglia!
Guardati intorno, è questa la mia risposta. Quest’uomo, e mi ripugna chiamarlo così, non solo fa parte della mia famiglia, ma che ti piaccia o meno anche della tua. Ma non ti preoccupare durerà ancora poco. Questi poveracci, più passa il tempo e meno avranno forza e voglia di aiutare il loro capo. Si crede un intoccabile, non si aspetta di essere colpito. Ma vedrai ci metteranno poco a dimenticarlo, capiranno presto che non è proprio il caso di rimpiangerlo.
Non pensarci neanche per scherzo, sii più cauto nelle tue previsioni. Avrà con sé tutte le armi. Non avrà problemi a convincere il suo Popolo, fino a quando avrà voce la sua sarà l’unica che ascolteranno.
Ma quali voci…brindiamo alla sua salute!
Sciocco avventato!
Ancora macchie di colore nel Cielo che nascondono le stelle, senti che concerto, la frontiera è in subbuglio. Chissà dove staranno attaccando…
Booooooooooooooooooooom!!!!!!!!!!!!
Sentinella! Sentinella! Sentinella!
…………………………………………………………………………………
Dove sei? Perché non rispondi!?!
Son qui, chiuso nel mio silenzio. Te l’ho detto ho paura.
Ma hai sentito? Cos’è impazzito il mondo?
Questo è il prezzo da pagare per costruire un Paese.
Qual è il prezzo da pagare per costruire un Paese?
Non lo so. Tu per quanto hai assicurato la tua vita?
Ora sei tu quello cinico e spietato.
È l’abitudine, io è da un po’ che ho smesso di aspettare, sono affaticati i miei occhi per il guardare sempre in alto, nel cercare il volo di una colomba ormai stanca arrivare fino a qui.
Da migliaia di anni gli uomini guardano il cielo per scrutare le stelle e aspettano invano.
Beh cosa fai, ormai siamo vicini, come fai a essere così rassegnato?
Il tuo volto è troppo espressivo, vi si può leggere senza sforzo i pensieri, sei il primo tu a non credere in quello che stai dicendo.
Perché si rattrista l’Anima mia?
Perché a volte non capisce. Perché il supremo sacrificio della vita per la libertà?
Perché nel nostro futuro deve esserci sempre il fuoco?
L’anima è contraria a ogni forma di tortura. Lei è romantica, guarderebbe con gioia al futuro. Ma tu la condanni alla Paura.
Io?
Tu.
Non farmi superuomo, ma non voglio neanche passare per vigliacco.
Cosa credi che mi piaccia questo Cielo rosso?
Sono stanco anch’io di questa terra. E quando l’attraverso con lo sguardo provo solo una gran pena, ma…
Ma?
Avrei ancora molte cose da dirti.
Fallo pure…
Io non rinnego le mie promesse, ma quanto è lunga questa notte.
"Ogni giorno uno dei nostri ragazziò muore in Iraq. Per cosa? Per conquistare Falluja?"
"Non si fa nulla di nuovo se non si conosce molto bene il vecchio"
Cicerone
Nuove generazioni si ritrovano sulla stessa barca. La realtà è una dolorosa scoperta. È davvero uno spettacolo doloroso questo relitto, poche volte si è visto uno spettacolo così avvilente, uno spreco di tanta abbondanza. Non voglia sembrare questo un insulto rivolto solo al Potere, le colpe sono anche di chi non si è mai mosso. Quante volte penso staremmo meglio nella giungla che in questo posto adesso. Sotto l’ombra magnifica sonnecchiamo e rimandiamo tutto a domani. Cerco di sfuggire alla mia arrendevolezza ma purtroppo mi sono già arreso.
ESSERE O ESSERE
Denti bianchi perfetti, rughe scomparse, bandiere e stendardi riempiono la fiera. Vittime di metamorfosi, piene di cambiamenti nella loro esistenza, persone ubbidienti e riverenti, ti fan sperare che si può sempre far strada nella vita. Decisioni, programmi, si delibera che… senza saperlo anche noi approviamo e applaudiamo. Frasi qua e là creano casi che durano tre giorni, molti motti alle pareti, vediamo questo cosa dice. Nelle pagine in stampa, nel bene o nel male, non c’è limitazione all’uso di un certo Nome. Questo Grande Fratello vede nel nemico una gamba sinistra stanca, che lo fa restare in piedi a fatica. Quest’ultimo il corpo gracile, i passi incerti, abbozza girotondi, prova andare in triciclo, ma prima d’ogni mossa sfoglia sempre la margherita. Rimbocchiamoci le maniche, non diamo colpe, come mediocri giocatori, a questo o quello per ogni disavventura. Non dimentichiamo sempre a casa la coerenza, italiani brava gente. Seguiti per il mondo da fastidiosi pregiudizi e luoghi comuni, pizza, mafia e mandolino portiamo sul biglietto da visita. Dalla porta dei vicini si sentono risate, alcuni gettano l’ancora, sono pronti a conquistare. La bella, la dolce vita è sparita da un pezzo, ma l’orgoglio o l’incoscienza a questo non vogliono pensare. Si potrebbe dire lavori in corso, ma sono anni che passando davanti mi domando: ma quando leveranno quel cartello?
"Nella vita si può vincere o perdere. Io mi accontenterei di pareggiare"
Charlie Brown
Danny c’era, anzi era lì come il migliore di tutti.
Oggi, in questo lunedì d’aprile, in eleganti abiti borghesi, il buon Danny Manning, invecchiato bene, torna a farci compagnia.
Erano vent’anni che non passava dalle parti di quel palcoscenico lucente ma in cuor suo fratello D. portava ancora qualche ricordo amico. Siede accanto a maestro Bill Self, annota tutto, anche le superstizioni del suo capo, cerca il dettaglio, il segreto che porterà alla vittoria, l’occhio cade sulle curiosità.
I grandi santoni attorno al tavolo sono quasi tutti d’accordo. Sarà Memphis alla fine a tirar su la pagliuzza vincente. Scelgon tutti gli stessi eroi, Brandon Rush e Derrick Rose, uno per parte, gli ospiti più attesi. Lo spettacolo ha inizio. L’orchestra Memphis sembra funzionare come un orologio, ma il primo tempo è un ballo guancia a guancia. Kansas lo chiude avanti, ma l’ospite più atteso deve ancora arrivare.
Finalmente nel secondo quel fenomeno di Derrick trova un passo che gli piace e si fa prendere dalla danza, Memphis prende il largo, i minuti passano inesorabili ma la cicciona non s’è ancora decisa a cantare, coach Calipari non lo sa ma sul suo capo gli dei del basket han previsto un amaro finale. Il caro D brucia dentro, nascosto sotto il doppiopetto conserva il giocatore.
La mano balbetta, Douglas-Roberts prima e poi Rose dalla lunetta fan cilecca e allora Chalmers si ricorda che da bambino sognava di fare l’eroe e mantiene fede al suo impegno. L’arancia bacia la retina infrangendo milioni di cuori a due secondi dalla sirena.
Il fuoco di Memphis si spegne e comincia il crollo. Il supplementare per Kansas è pura passerella, gli occhi parlano e li vedi dire
NON POSSIAMO PIÙ ASPETTARE.
ABBIAMO SOFFERTO TROPPO E ORA VOGLIAMO GODERCI IL MOMENTO
Glory, glory, alleluia.
Tre giovani Elvis, l’alto, il grasso, l’allibito, torneranno nel Tennessee senza aver per qualche giorno voglia di scherzare. Ore 5.55 di una mattina italiana. Danny Manning è sul palco a celebrare con la maglietta già pronta per il festeggiamento, il blocco con gli appunti chissà dov’è finito, e qual è stato il segreto vincente. Il trionfo è l’alba di una dinastia o solo un sogno da cui il draft farà risvegliare presto?
Senza indugi senza pause senza punti né virgole tutto d’un fiato non ha senso trattenere la lingua per questo racconto ma non prendetele in ridere le mie parole sono dannatamente serio Ci sono stati tempi felici Ricordo che quando ero un ragazzino di pochi anni il tempo era rigido ma la gente faceva un gioioso chiasso ora dove stiamo guardando? Non m’interessano denaro e fama tremo all’idea che un secondo di gloria possa generare anche in me un delirio d’onnipotenza Conosco tante persone che umiliando la prima buona idea si sono poi adagiati su cuscini di piume d’oca Il mondo non si guarda più intorno né guarda dentro a se stesso Questo mondo guarda altrove Il Potere ha una sola regola sopprimere i deboli e stare alla larga dai forti Il Potere è solitudine e morte non è mai buono Può sembrare a qualcuno solo meno cattivo Un elefante dalla memoria corta che travolge senza guardare Che dichiara guerra al più piccolo topolino Che usa tutto il suo disprezzo per alzarsi più in alto sulla Terra Il Potere ha fame di conquista C’è chi per averlo o perché ad inseguirlo ha ormai raggiunto la follia assolda kamikaze pronti al martirio il matto è matto proprio perché vuole fare l’amore con la morte e non gl’importa se travolti in questo destino fatale vi siano innocenti bambini donne madri esseri umani in generale animali Il Potere non ha occhi per guardare Guerra!!! Il resto sono solo chiacchiere Guerra!!! Il Potere per l’anima non ha rispetto per la sventura di altri non ha rimorso e allora funesto appicca un altro incendio Di certi quartieri non c’è più memoria se non nelle lacrime di chi lì dentro tutto ha perduto Iracondo il rivale sta già predisponendo le sue risposte sa fare i suoi conti la matematica non mentiva su cinque due erano i morti e tre i feriti Meraviglia della modernità le bombe intelligenti lezioni di morte un’apocalisse criminale Non lo senti l’odore dell’odio? Ti piace fare del male? Che cosa spinge un uomo ad ucciderne un altro? La neve se ne frega di cadere sopra un corpo disteso sul suo sangue l’albero del bene l’albero del male visto da Washington visto da Baghdad morte di lunedì morte di martedì morte di mercoledì morte di giovedì morte di venerdì morte di sabato morte di domenica ci sono vite che sembrano un conto alla rovescia Quando non sai cosa aspettarti il cuore ti scoppia in gola e a qualcuno finisce nel piatto Chi va là? Le vittime non sono immaginazione quanti anni hai? Hai dei fratelli? Non fossi ferito potrei volare Maledetti! Che cosa avete fatto! Ogni volta deve essere l’ultima sfida 2000 e passa anni di guerre mettiamolo un po’ lì questo numero magari a qualcuno dirà qualcosa magari ci si accorgerà che non abbiamo più terra sotto i piedi Chi mi credo di essere? Mi hanno appena rubato il fucile quello che nel locale sottocasa avevo comprato La democrazia è tale che alla fine scoprirò dai libri di storia di essere io l’assassino Le città sacre e la fede ma qualcuno pensa mai alle persone e non hai luoghi? Qualcuno pensa mai a quei ragazzi del deserto? Probabilmente stanno sbattendo la testa contro un muro isolati come su una torre ma cosa ne sanno loro della realtà? Cosa ne sanno loro della verità? Ma questo mondo è terribile e crudele indipendentemente da dove lo si guardi come Saturno anch’esso mangia i suoi figli come potrebbe altrimenti permettere che esistano ancora padri-padroni che non contenti del loro passato marchiato dal fuoco insistono con un linguaggio sboccato dal sapore alcolico a infierire su eredi che si ostinano a non diventare campioni questi ultimi con i loro occhi rossi i loro volti disperati stanno già giurando vendetta Non mi stupisco se da grandi diventeranno killer liceali o se arricchiranno mediocri chimici anche da morti soffiando nel vento nuvole bianche Il cielo il tempo freddo glaciale o caldo opprimente uno entra l’altro esce sembrano gli omini di un mio vecchio barometro La sapete l’ultima sul tempo?
“ in un secolo la temperatura è aumentata di 1,8 gradi, dovrei preoccuparmi? E perché, io sono freddoloso!”*1
Il tempo è un lusso che non ci possiamo concedere Il tempo un cerchio che si stringe nelle mie e nelle vostre vene nelle nostre ossa senza il trucco a coprirci la faccia troviamo persone smarrite che non sanno più dove hanno lasciato la vita in quale casa l’hanno abbandonata L’Europa altra bella idea ma che ne facciamo di 3000 anni di storia? Molti non sanno cosa fare oggi figurarsi se riescono a decidere sull’Europa di domani ci pensa qualcuno? 12 15 18 24 ho perso ormai il conto di quanti giganti hanno fuso insieme la loro argilla ma non sanno ora che farne Non ci resta altro da fare che tirare in aria una moneta l’unica rimastaci questo mondo si lascia ammaliare dalla pubblicità Inebriato dall’odore della birra del momento vede una realtà differente si lascia andare si trascina ammaliati da conturbanti ballerine di flamenco senza sapere che magari portano nomi di sergente siamo lobotomizzati dalla televisione da uno schermo immaginifico che tutto deforma ma il brutto è brutto non potrà mai essere bello creiamo false illusioni e sono queste a farci morire dentro Solo il ritratto può rimanere giovane per sempre certe cose sono difficili da mandare giù ma per qualcuno che piange c’è sempre qualcuno che ride vincitori e vinti due pesi e due misure non ci sono più esseri umani pensiero estremo e allucinante Lunga vita alla regina al re o a chi ne fa le veci gli unici su cui non tramonta mai il sole la legge è uguale per tutti ? dipende da quanto puoi pagare il tuo avvocato Noi ormai ridotti a scheletriche bambole o a putti gonfiati non ricordiamo che oltre al dire anche il fare ci rende diversi dagli animali perché a pensare amare abbiamo solo da imparare C’è gente che paga per il diritto di ascoltare è l’era del consenso in cui aspettiamo da un predestinato nuove rivelazioni 100000 teste urbane che non sanno dove stare con il naso all’insù a guardare questa montagna maestosa che nasconde un piccolo persuasore un delirio universale dovesse cadere un uomo sulla terra cosa penserebbe? Però cosa farebbe il Potere senza di noi ? sarei curioso anch’io di avere una risposta Il Potere che ha la gente solo da pochi viene capito le persone possono fare cose inconcepibili nel bene e nel male Tutto precipita non si conoscono ancora altri particolari ma si temi vi siano parecchie vittime Il mondo non ricorda che tutto è già stato fatto gli errori sono già stati commessi Perché continuiamo a dimenticare le nostre promesse perché non siamo stanchi ancora dello stesso ballo ? I promemoria sono nelle strade ogni giorno e ogni notte è nella natura umana dimenticare le cose che danno dolore ma non ricordare tutto questo fa capire quanto siamo presuntuosi noi umani non vi annoierò ancora molto con le mie parole so che avete da fare prima o poi sarò stanco anch’io di scrivere di raccontare sempre la stessa storia potrei cominciare a credere che non sia tutto così sì potrei cominciare ma prima o poi troverei un altro Diogene a dirmi che è tutto vero la nostra memoria è sempre più corta sempre di più sempre di più … di cosa stavamo parlando?
*1 citazione di Dennis Miller comico
Un grazie ad Edoardo Baraldi per lo splendido video.