Altro personaggio che vi presento è John Wooden.
Una delle sole due persone al mondo al quale chiedere l’autografo.
Semplicemente il più grande allenatore della storia dello sport.
Per capirci uno dei pochi eletti nella Hall of fame sia come giocatore sia come allenatore.
Vincitore di 10 campionati universitari in undici anni dal 1963 al 1975 anno del suo ritiro con la mitica UCLA.
Un giorno in una scuola un’insegnante chiese cosa volesse dire UCLA, quasi tutti gli studenti risposero correttamente Università California at Los Angeles, uno rispose in maniera diversa, rispose semplicemente BASKETBALL. Capito?
John Wooden è famoso anche per le sue massime motivazionali e per aver ideato la piramide del successo, vi lascio con una delle sue frasi più famose, ma tornerò a parlare di John Wooden e della sua piramide.
“Preoccupatevi più del vostro carattere che della vostra reputazione, perché il vostro carattere è quello che siete realmente, mentre la vostra reputazione è solo quello che gli altri pensano che voi siate.”
Vi presento Laird Hamilton, non sapete chi è ?
Dire che è il miglior surfista al mondo è dire poco, per me è semplicemente il più grande sportivo vivente. Avete dei dubbi?
Guardate il video.
Quando mi sveglio, ricomincio a borbottare. Il mio è stato uno di quei casi che hanno fatto scalpore, ancora oggi tutti quelli che mi vengono a trovare non fanno che chiedermelo, -“Sedici anni sono passati, ripensi ancora a quella notte?”- Faccio segno di sì con la testa, ma passa qualche istante prima che abbia voglia di parlarne. Il futuro di quella donna era scritto in fondo al mio bicchiere, su quello che attendeva me ho preferito non fare domande. Entrai in quella casa, ricordo vagamente qualche oggetto, ero preda di strani desideri, non doveva opporre resistenza, il mio colpo era pesante. Ero un ragazzo neanche ventenne, ma il mio corpo ogni sera portavo al limite, era il mio pugno a tenermi in vita. Forse non lo ricordate ma sono mo0lti quelli che si sono dovuti inchinare a baciarlo. Pentito? Certo che sono pentito, ma purtroppo non posso tornare indietro, chiedere scusa potrebbe sembrare un gesto beffardo, francamente, non so quanto bene la possa fare stare. Quando mi risveglio è come se la campana avesse appena suonato, non sempre riesco a tirarmi su dal letto, resto a ripetermi parole inutili. Il mio segreto è durato troppo a lungo, provavo ogni sera la stessa paura, e non sapevo cosa fare. Quando subisci una violenza sessuale da bambino, pensi che un po’ di colpa sia anche la tua. Nella mia testa c’erano grida di pace e di intolleranza, e la mia vergogna m’impediva di parlarne. C’è gente che col passare degli anni cambia, io sono dovuto venire qui per capire che il sollievo non me lo avrebbero mai dato le mie “medicine”. Le mie medicine erano la cocaina e gli alcolici. La mia bellissima sposa, Lisa, mi viene a trovare spesso ed è lei a farmi sentire ancora profondamente uomo. Mi racconta di come cambia il mondo esterno. Io quel poco che so lo apprendo dai giornali o dalla tv. Sentire l’odore di una donna, desiderare, tornare la notte a cercare di ricordare i dettagli d’un incontro. No vi prego non provate a farvi un’idea di me fino a quando non mi avrete conosciuto. Potrei essere, ma potrei anche non essere. Ero pieno d’ira, a volte scopro d’averne ancora, il giovane Ayala è finito, questo vecchio quando ritorna chissà come sarà? Ricordo quella notte, sarà per sempre nel mio biglietto da visita, fino all’ultimo momento. Posso solo cercare di far mio il pensiero che un tale mi ha portato.
Incassa i colpi,
domani è un altro giorno.
Per un periodo mi avevano fatto fare i guantoni con malcapitati passati di qui, anche gente giovane di maggior peso. Anche questi han dovuto baciare il mio pugno, ed ora di far poche riprese con me nessuno ne vuol sentire parlare. Tra poco sarò libero, non oso sperare, ma sto bene, più in forma di quando avevo vent’anni, vi prego non tirate fuori la retorica ogni volta che dovete parlare di me, non mi guardate con una grande tristezza. Il soprannome “El Torito”poteva andare bene una volta, ma ho smesso da tempo di caricare a testa bassa. Ho imparato molte cose, ma tornerò a fare l’unica in cui ho da insegnare. - È l’ora? – ogni tanto mi prende quest’ansia, questo strazio, sono questi momenti la tortura maggiore. La trepidazione, l’attesa snervante, ormai ci siamo, la campana suona, io sono pronto.
NOTA
A 19 anni quando era la promessa più lucente nella categoria dei superwelter (22 incontri tutti vinti, 19 per k.o.), la notte di San Silvestro del 1983, ubriaco e fatto di eroina Tony Ayala, penetrò nell’appartamento di una sconosciuta a Patterson, nel New Jersey e la violentò. Condannato a 30 anni, anche a causa di un mediocre avvocato, è potuto uscire dopo 16, nel 1999. Ha ripreso a combattere vincendo 6 incontri e perdendone 2. i suoi guai con la giustizia non sono finiti però. Nel 2000 ha ferito con uno sparo una ragazza dopo esser entrato in casa sua, dopo un breve periodo in cella è stato rilasciato in libertà vigilata. Nel 2003 è stato accusato di abusi sessuali su una tredicenne ma le accuse sono cadute quando la ragazza ha ammesso d’aver mentito. Nel 2004 è stato condannato a dieci anni per ripetute violazioni della libertà vigilata.
Anche i ricchi sbagliano. Inizia così l’interessante articolo che il guerin sportivo nel numero 21 ha dedicato alle cantonate di mercato prese dalle quattro grandi del calcio italiano negli ultimi anni. Ronaldinho? Lampard? Xabi Alonso? Eccetera, eccetera, eccetera… a volte solo fumo negli occhi, a volte bisogna far dimenticare certi scheletri nell’armadio… A voi il giudizio su chi ha messo in campo la peggiore formazione…
Liberamente ispirato al questionario di Proust.
Un modo per giocare, ma anche per conoscersi.
Tra parentesi sotto le domande trovate le mie risposte.
Le ho numerate per chi ha voglia di giocare ma non vuole rispondere a tutte nei commenti mettete solo le riposte alle domande che volete
1 Qual è la tua più grande paura?
(tutto quello che mi è ignoto)
2 La tua parola preferita?
(carezza)
3 E quella che proprio non sopporti?
(odio)
4 Il tuo suono preferito?
(le onde del mare)
5 E il rumore che non sopporti?
(le grida, una bestemmia)
6 Con quale figura storica ti identifichi di più?
(MARTIN LUTHER KING)
7 Quale ( o quale tipo di) persona vivente tu non sopporti?
( quelli che sanno tutto di te senza praticamente averti mai parlato )
8 In quali occasioni menti?
(Non si dovrebbe mai, ma a volte, lo faccio per non preoccupare qualcuno
O perché non voglio che qualcuno s’impicci non autorizzato troppo degli affari miei)
9 Quale consideri la virtù più sopravvalutata?
(La modestia)
10 Qual è la tua più grande stranezza?
(Alcune mie superstizioni, lo so è stupido, ma per via di alcuni precedenti, non amo molto ponteggi e gatti neri)
11 il posto dove ti piacerebbe vivere?
(In Canada, o negli Stati Uniti, o in Messico ho una passione per quella parte del mondo. Preferibilmente in un posto affacciato sull’oceano)
12 Qual è la cosa di te che ti piace meno?
(Sapere d’avere del potenziale ma a causa di paure insicurezze o pigrizia non lo voglio totalmente realizzare)
13 Di quale parola o frase tu abusi?
(Mi hai capito?)
14 Qual è il tuo più grande rimpianto?
(Quei minuti che lascio passare consapevole del fatto che non torneranno)
15 Quale talento ti piacerebbe possedere?
(L’agilità, la coordinazione nei movimenti di chi è bravo in qualche sport. La visione la fantasia di magic johnson)
16 E quale non faresti mai?
( qualsiasi segnato da orari, scadenze tipo un lavoro d’ufficio)
17 Se potessi cambiare una cosa di te stesso cosa cambieresti?
(A sentire gli altri dovrei essere più cattivo, dicono son troppo gentile)
18 Se tu potessi cambiare una cosa della tua famiglia cosa ti piacerebbe cambiare?
Il dialogo
19 Se potessi rinascere come persona o cosa, chi o cosa ti piacerebbe essere?
(Me stesso, di nuovo)
20 Qual è la qualità che più ti piace in un maschio?
( la compagnia, la capacità di un divertito cameratismo)
21 Qual è la qualità che ti piace di più in una donna?
(una maggiore propensione rispetto ai maschi all’ascolto)
22 La qualità che valuti di più in un amico?
(La fedeltà)
23 Qual è il tuo scrittore preferito?
(Jack kerouac)
24 Chi è il tuo eroe di finzione preferito?
(Charlie brown)
25 Chi sono i tuoi eroi nella vita reale?
(Le persone umili, i padri di famiglia che si alzano all’alba tornano al tramonto e soffron per come li trattano i figli, quelli che superano mille difficoltà e vanno avanti nonostante gli altri)
26 Qual è il tuo motto?
( direi non aspettare che siano sempre gli altri a servirti)
27 Quando arriverai alle porte del Paradiso da quale frase ti piacerebbe essere accolto?
Hai saputo ascoltare, accogliere, amare, in silenzio
A 5 anni vedevi già dove i più grandi non osavano pensare, il segreto da tenere nascosto, ma qualcuno ne parla già. Ecco vedete, un bambino più dotato degli altri. A 16 anni eccolo prodigio, tesoro da preservare, rivoluzionario nel suo modo di fare, depositario della nuova verità. Eccolo qui, con le ragazze che accolgono il suo arrivo urlanti, una folla impazzita che aspetta di vederlo. Quanti soldi ha? 6 milioni di dollari, diciamo per difetto. chi paga tutto questo? Non gl’importa, sono talmente tanti che non riesce a ricordarli tutti. A 29 anni, tutti parlate della sua poesia, alcuni di voi sono vicini all’estasi, ma la folla, la stampa, comincia a non essere unanime nel suo consenso. Mostra le sue virtù, ma oltre al pregio, tra le righe apre il dibattito, e tanti tirano il sasso per poi tirare indietro il braccio. Il corpo comincia a sentire l’usura del tempo, come una nave che ha viaggiato per mezzo mondo, toccando mille porti, comincia a far entrare acqua nel suo scafo. Il dolore, quello fisico, fino al termine delle sue imprese, ormai sarà compagno. A 38 anni parla alla mattina, e ogni giorno gli chiede: anche se ho smesso di giocare non per questo sono morto. Vero?
Per la prima volta libero, ma non sai cosa farne di tutto questo tempo. Il giorno peggiore è la domenica, nessun uomo davanti agli da guardare, e da sfidare. Nel cortile c’è solo un bambino che non ricordavi così cresciuto. Sei stato un cattivo esempio, piccolo uomo, ma quale eroe!, quando l’hai rivisto, mancò poco che non lo riconoscevi. Quante ricchezze, la mattina aveva l’oro in bocca, ora è lì, come un ricordo lontano. A metà della sera, un carosello d’emozioni, strappa in due la notte. Il risveglio in pieno buio, tre sorsi di gin, un respiro profondo, questo devi usare per calmarti. La stanza appare come una gabbia, la casa sembra averti messo le manette. Covi ancora fuoco, sotto la cenere. Dall’alto in basso, guardi quell’abisso, sul cui confine ti ritrovi, sì, eccolo. Eccolo gente, tra voi. Invecchiato, i capelli della tua testa ad indicare che di tempo ne è passato. Osservi il foglio bianco del futuro che ancora non conosci. Perché? È tutto così strano per te. No. No. Non ne hai la più pallida idea di cosa ti stia accadendo. Ancora cerchi di portare lo sguardo oltre la vetta, come un giocatore che pensa di avere ancora tra le mani carte buone da usare. Volesse il tempo aspettare un po’… no, è impossibile. Terribile, è così ma non ci vuoi credere. Eccolo a voi, nella folla, uno dei tanti. Buonanotte figliolo, buonanotte, dormi sereno. Il tuo papà preoccupato nell’autunno resta solo a contemplare il declino. La realtà è quella che vedi davanti, triste come il tuo nuovo lavoro. Il cielo è sereno, ma il cuore è in inverno, freddo, t’invita ad unirti ad altri ospiti, gente con le ginocchia gonfie dall’artrite, dai movimenti compromessi. Come loro scrivi il tuo nome su qualche libro. Io quello l’ho visto. Io quello l’ho conosciuto. Io quello l’ho battuto. Il tuo biglietto da visita è una straziante nostalgia. Ti metti l’abito buono, quello da serata important6e, conversi amabilmente con il resto della compagnia, ma tra la folla qualcuno urla chi è? Il nome, quello che quando avevi 16 anni correva di bocca in bocca, ora era lì assente all’appello, lascia ammutoliti con l’interrogativo in testa i nuovi venuti. Alzi gli occhi, vorresti tornare a toccare la Luna, ma non ti rimetterai mai in forma se continui a mangiare in questo modo. Hai mandato al diavolo le regole, affoghi la tristezza in fondo alla gola. Ma non ti dichiari innocente, perché sai che in parte è tua la colpa. L’ultimo saluto alla folla, la testa tra le mani, le lacrime che scorrevano sullo scarno viso, quanti erano? 150.000, si esagera sempre con im ricordi. Il sonno ormai è passato, e piangi il tuo pentimento. L’esserti voluto staccare da terra, fa si, che ora che vi sei tornato, ti senta perduto. Esule, tra la Terra e la Luna, di qualcuna delle tue mosse te ne penti. Eri un re. Ma di cosa? Un re di niente. Provi a mettere la testa sul cuscino, a pigliare il volo, perché ti fa soffrire così, perché non resta in silenzio ora che ne hai bisogno. La testa esplode, all’infinito fa sentire le voci. Urla d’amore, melodia maledetta nell’aria, le lasci a lui, come avevi promesso, a colui che ha preso il tuo posto. Se lo invidi un po’? mi dispiace dirlo, ma sì. L’autunno è già molto, domina questo tuo cuore per non rendere anche l’inverno troppo lungo. L’hai capito subito che le cose sarebbero cambiate., che non sarebbe stata la stessa cosa. Ogni giorno che passa è un nuovo peggioramento, nero come la notte. Nessuno ti sente gridare, la tua voce così lontana non ha più eco, sei un egoista, che vorrebbe ancora avere, ma che dall’età è braccato. Sei ancora vivo? Porgi a noi l’amara domanda, perché tu, se la realtà che vedi e tutta questa, tu dicevo, di un tuo respiro non sei più certo. Bruci dentro, ma all’esterno non appare.