April 13, 2008

ESSERE O ESSERE?

Filed under: Mondo Oggi, Citazioni

"Non si fa nulla di nuovo se non si conosce molto bene il vecchio"

Cicerone

 

Nuove generazioni si ritrovano sulla stessa barca. La realtà è una dolorosa scoperta. È davvero uno spettacolo doloroso questo relitto, poche volte si è visto uno spettacolo così avvilente, uno spreco di tanta abbondanza. Non voglia sembrare questo un insulto rivolto solo al Potere, le colpe sono anche di chi non si è mai mosso. Quante volte penso staremmo meglio nella giungla che in questo posto adesso. Sotto l’ombra magnifica sonnecchiamo e rimandiamo tutto a domani. Cerco di sfuggire alla mia arrendevolezza ma purtroppo mi sono già arreso.

ESSERE O ESSERE

Denti bianchi perfetti, rughe scomparse, bandiere e stendardi riempiono la fiera. Vittime di metamorfosi, piene di cambiamenti nella loro esistenza, persone ubbidienti e riverenti, ti fan sperare che si può sempre far strada nella vita. Decisioni, programmi, si delibera che… senza saperlo anche noi approviamo e applaudiamo. Frasi qua e là creano casi che durano tre giorni, molti motti alle pareti, vediamo questo cosa dice. Nelle pagine in stampa, nel bene o nel male, non c’è limitazione all’uso di un certo Nome. Questo Grande Fratello vede nel nemico una gamba sinistra stanca, che lo fa restare in piedi a fatica. Quest’ultimo il corpo gracile, i passi incerti, abbozza girotondi, prova andare in triciclo, ma prima d’ogni mossa sfoglia sempre la margherita. Rimbocchiamoci le maniche, non diamo colpe, come mediocri giocatori, a questo o quello per ogni disavventura. Non dimentichiamo sempre a casa la coerenza, italiani brava gente. Seguiti per il mondo da fastidiosi pregiudizi e luoghi comuni, pizza, mafia e mandolino portiamo sul biglietto da visita. Dalla porta dei vicini si sentono risate, alcuni gettano l’ancora, sono pronti a conquistare. La bella, la dolce vita è sparita da un pezzo, ma l’orgoglio o l’incoscienza a questo non vogliono pensare. Si potrebbe dire lavori in corso, ma sono anni che passando davanti mi domando: ma quando leveranno quel cartello?

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BIG JAY WINS

Filed under: Sport, Sport USA, Citazioni

1988 KANSAS-OKLAHOMA 83-79

"Nella vita si può vincere o perdere. Io mi accontenterei di pareggiare"

Charlie Brown

 

Danny c’era, anzi era lì come il migliore di tutti.

Oggi, in questo lunedì d’aprile, in eleganti abiti borghesi, il buon Danny Manning, invecchiato bene, torna a farci compagnia.

Erano vent’anni che non passava dalle parti di quel palcoscenico lucente ma in cuor suo fratello D. portava ancora qualche ricordo amico. Siede accanto a maestro Bill Self, annota tutto, anche le superstizioni del suo capo, cerca il dettaglio, il segreto che porterà alla vittoria, l’occhio cade sulle curiosità.

I grandi santoni attorno al tavolo sono quasi tutti d’accordo. Sarà Memphis alla fine a tirar su la pagliuzza vincente. Scelgon tutti gli stessi eroi, Brandon Rush e Derrick Rose, uno per parte, gli ospiti più attesi. Lo spettacolo ha inizio. L’orchestra Memphis sembra funzionare come un orologio, ma il primo tempo è un ballo guancia a guancia. Kansas lo chiude avanti, ma l’ospite più atteso deve ancora arrivare.

Finalmente nel secondo quel fenomeno di Derrick trova un passo che gli piace e si fa prendere dalla danza, Memphis prende il largo, i minuti passano inesorabili ma la cicciona non s’è ancora decisa a cantare, coach Calipari non lo sa ma sul suo capo gli dei del basket han previsto un amaro finale. Il caro D brucia dentro, nascosto sotto il doppiopetto conserva il giocatore.

La mano balbetta, Douglas-Roberts prima e poi Rose dalla lunetta fan cilecca e allora Chalmers si ricorda che da bambino sognava di fare l’eroe e mantiene fede al suo impegno. L’arancia bacia la retina infrangendo milioni di cuori a due secondi dalla sirena.

Il fuoco di Memphis si spegne e comincia il crollo. Il supplementare per Kansas è pura passerella, gli occhi parlano e li vedi dire

NON POSSIAMO PIÙ ASPETTARE.

ABBIAMO SOFFERTO TROPPO E ORA VOGLIAMO GODERCI IL MOMENTO

Glory, glory, alleluia.

Tre giovani Elvis, l’alto, il grasso, l’allibito, torneranno nel Tennessee senza aver per qualche giorno voglia di scherzare. Ore 5.55 di una mattina italiana. Danny Manning è sul palco a celebrare con la maglietta già pronta per il festeggiamento, il blocco con gli appunti chissà dov’è finito, e qual è stato il segreto vincente. Il trionfo è l’alba di una dinastia o solo un sogno da cui il draft farà risvegliare presto?


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