April 6, 2008

CUBS: 100 anni in attesa… chi fermerà la maledizione?

Filed under: Sport, Sport USA

La stagione era finita. Rise, e cominciò ad offrire da bere a tutti. È del tutto evidente, la differenza la fa la vittoria. In che modo è presto detto, la sventura ricade su di un altro. Sarà questo ad essere afflitto, a vaneggiare di congiure preesistenti, a sedersi ed osservare gli altri festeggiare. Avrà davanti un anno in solitudine dentro di sé non vorrà mai parlare troppo presto. Ogni previsione a mezzo stampa, questa coalizione di beceri iettatori, gli farà scuotere il capo. Rivelerà la sua debolezza, la sua protesta sarà più ostile, avrà il sospetto che nel momento della battaglia i suoi eroi preferiranno fuggire. La squadra dovrà riguadagnarsi la sua stima, gl’insegnamenti per una vittoria sono una legge da ricordare per ogni giocatore, chi salirà su quel monte sentirà forte le sue grida.

Giocate nel modo giusto!

Fate girare la palla!

Colpite duro e preciso!

Giocate con buon senso!

Dopo la disastrosa stagione precedente, questo insieme di traditori, non gl’ispirerà nessuna fiducia, e starà a testa in giù, per un momentaneo capriccio sciocco. Sarà uno, nessuno, centomila in quello stadio, parlerà di donne, carte, persino di politica ma di baseball quello no.

Sogni negativi

Vorrà presto uscire dal suo sonno, occhi sognanti cominceranno a vedere solo il nero, nefasti presagi di qualcosa d’avvilente. Non saprà cosa l’aspetta e l’angoscia lo uccide. Sente una nube vagante sulla sua testa, la voce soddisfatta della sconfitta avvicinarsi e arrivare sino alle orecchie.

Passerà un anno, ne passeranno anche due, se ne passeranno più di tre cominceranno a guardarlo con simpatia. Il clemente, il misericordioso, gli augurerà qualche piccola soddisfazione nel corso della stagione. Appena uscirà dal portico per andare alla partita, con fare sarcastico, anche da sua moglie verrà apostrofato. – “ Mi raccomando il bambino, stai attento al bambino!”-

Il bambino altri non è che una scimmietta, che dalla sua spalla lo guarderà, un nome dovrà trovarle, non è un azzardo pensare che per un lungo periodo possa fargli compagnia.

Forse mi son lasciato prendere la mano dalla mia ironia, forse dovrei ricordare dove è nata la sua passione. Sarebbe più giusto prima di tante parole dare un occhiata al suo passato.

Dolci ricordi

La squadra è il suo Primo amore. Gli ricorda di quando, a dieci anni, rinchiuso in soffitta per punizione, aprendo un baule, scoprì che anche il padre poteva avere un cuore. Quel papà che nelle sere d’estate lo mandava a letto presto senza fargli vedere la partita. Lui, allora, poteva solo sognarla, e al risveglio, il mattino diventava a seconda del risultato nemico o amico.

Nella tragedia sportiva, se riuscirà a leggere attentamente il messaggio, forse ritroverà se stesso e capirà che è solo un gioco, in cui le regole sono uguali per tutti. La fortuna non viene da sola, bisogna cercarla attraverso il lavoro. In primavera le speranze di poveri tifosi illusi fioriscono in grande quantità, ma in autunno, quando queste sono ormai ingiallite e secche nell’attesa, quando una partita conta, solo i campioni veri ci sono sempre.

 

NOTA A MARGINE:
THE CURSE OF THE GOAT ( LA MALEDIZIONE DEL CAPRONE)

Nel 1946 Bill Slanis, per gara 4 delle finali, acquistò due biglietti, uno per sé e uno per il suo caprone, ma gli fù negato l’accesso allo stadio. Infuriato, Slanis, lanciò la maledizione ai cubs dicendo che non avrebbero più vinto un campionato.

Quell’anno dopo essere stati in vantaggio nella serie persero il titolo nella decisiva gara 7. Nel 1969 a metà stagione la squadra aveva un buon vantaggio sulla più diretta concorrente, ma, durante una partita a New York, un gatto nero passò davanti alla panchina di Chicago. Fù l’inizio del disastro, la squadra non si qualificò neanche per i playoff. Nei successivi 61 anni alla maledizione la squadra ha avuto ben 43 annate negative, non è più andata in finale. Nel 2003 avanti 3 a 1 nella serie con Florida a una partita dal tornare alle finali, largamente in vantaggio nella partita, una semplice eliminazione da parte dei cubs si è invece rivelata l’inizio della rimonta di Florida. Una palla già nel guanto di Alou, estremo dei cubs, è stata intercettata, rendendo nulla l’eliminazione, da uno spettatore Steve Barman, tifoso da sempre dei cubs…Florida ha poi vinto partita, serie e Finale…


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STRANO POSTO IL MONDO

Filed under: Mondo Oggi, Citazioni

“Cosa resta quando non resta più nulla?

Questo: che siamo umani verso gli esseri umani,

che tra di noi rimanga quel relazionarci

che ci rende uomini”

Maurice Bellet

 

Senza indugi senza pause senza punti né virgole tutto d’un fiato non ha senso trattenere la lingua per questo racconto ma non prendetele in ridere le mie parole sono dannatamente serio Ci sono stati tempi felici Ricordo che quando ero un ragazzino di pochi anni il tempo era rigido ma la gente faceva un gioioso chiasso ora dove stiamo guardando? Non m’interessano denaro e fama tremo all’idea che un secondo di gloria possa generare anche in me un delirio d’onnipotenza Conosco tante persone che umiliando la prima buona idea si sono poi adagiati su cuscini di piume d’oca Il mondo non si guarda più intorno né guarda dentro a se stesso Questo mondo guarda altrove Il Potere ha una sola regola sopprimere i deboli e stare alla larga dai forti Il Potere è solitudine e morte non è mai buono Può sembrare a qualcuno solo meno cattivo Un elefante dalla memoria corta che travolge senza guardare Che dichiara guerra al più piccolo topolino Che usa tutto il suo disprezzo per alzarsi più in alto sulla Terra Il Potere ha fame di conquista C’è chi per averlo o perché ad inseguirlo ha ormai raggiunto la follia assolda kamikaze pronti al martirio il matto è matto proprio perché vuole fare l’amore con la morte e non gl’importa se travolti in questo destino fatale vi siano innocenti bambini donne madri esseri umani in generale animali Il Potere non ha occhi per guardare Guerra!!! Il resto sono solo chiacchiere Guerra!!! Il Potere per l’anima non ha rispetto per la sventura di altri non ha rimorso e allora funesto appicca un altro incendio Di certi quartieri non c’è più memoria se non nelle lacrime di chi lì dentro tutto ha perduto Iracondo il rivale sta già predisponendo le sue risposte sa fare i suoi conti la matematica non mentiva su cinque due erano i morti e tre i feriti Meraviglia della modernità le bombe intelligenti lezioni di morte un’apocalisse criminale Non lo senti l’odore dell’odio? Ti piace fare del male? Che cosa spinge un uomo ad ucciderne un altro? La neve se ne frega di cadere sopra un corpo disteso sul suo sangue l’albero del bene l’albero del male visto da Washington visto da Baghdad morte di lunedì morte di martedì morte di mercoledì morte di giovedì morte di venerdì morte di sabato morte di domenica ci sono vite che sembrano un conto alla rovescia Quando non sai cosa aspettarti il cuore ti scoppia in gola e a qualcuno finisce nel piatto Chi va là? Le vittime non sono immaginazione quanti anni hai? Hai dei fratelli? Non fossi ferito potrei volare Maledetti! Che cosa avete fatto! Ogni volta deve essere l’ultima sfida 2000 e passa anni di guerre mettiamolo un po’ lì questo numero magari a qualcuno dirà qualcosa magari ci si accorgerà che non abbiamo più terra sotto i piedi Chi mi credo di essere? Mi hanno appena rubato il fucile quello che nel locale sottocasa avevo comprato La democrazia è tale che alla fine scoprirò dai libri di storia di essere io l’assassino Le città sacre e la fede ma qualcuno pensa mai alle persone e non hai luoghi? Qualcuno pensa mai a quei ragazzi del deserto? Probabilmente stanno sbattendo la testa contro un muro isolati come su una torre ma cosa ne sanno loro della realtà? Cosa ne sanno loro della verità? Ma questo mondo è terribile e crudele indipendentemente da dove lo si guardi come Saturno anch’esso mangia i suoi figli come potrebbe altrimenti permettere che esistano ancora padri-padroni che non contenti del loro passato marchiato dal fuoco insistono con un linguaggio sboccato dal sapore alcolico a infierire su eredi che si ostinano a non diventare campioni questi ultimi con i loro occhi rossi i loro volti disperati stanno già giurando vendetta Non mi stupisco se da grandi diventeranno killer liceali o se arricchiranno mediocri chimici anche da morti soffiando nel vento nuvole bianche Il cielo il tempo freddo glaciale o caldo opprimente uno entra l’altro esce sembrano gli omini di un mio vecchio barometro La sapete l’ultima sul tempo?

“ in un secolo la temperatura è aumentata di 1,8 gradi, dovrei preoccuparmi? E perché, io sono freddoloso!”*1

Il tempo è un lusso che non ci possiamo concedere Il tempo un cerchio che si stringe nelle mie e nelle vostre vene nelle nostre ossa senza il trucco a coprirci la faccia troviamo persone smarrite che non sanno più dove hanno lasciato la vita in quale casa l’hanno abbandonata L’Europa altra bella idea ma che ne facciamo di 3000 anni di storia? Molti non sanno cosa fare oggi figurarsi se riescono a decidere sull’Europa di domani ci pensa qualcuno? 12 15 18 24 ho perso ormai il conto di quanti giganti hanno fuso insieme la loro argilla ma non sanno ora che farne Non ci resta altro da fare che tirare in aria una moneta l’unica rimastaci questo mondo si lascia ammaliare dalla pubblicità Inebriato dall’odore della birra del momento vede una realtà differente si lascia andare si trascina ammaliati da conturbanti ballerine di flamenco senza sapere che magari portano nomi di sergente siamo lobotomizzati dalla televisione da uno schermo immaginifico che tutto deforma ma il brutto è brutto non potrà mai essere bello creiamo false illusioni e sono queste a farci morire dentro Solo il ritratto può rimanere giovane per sempre certe cose sono difficili da mandare giù ma per qualcuno che piange c’è sempre qualcuno che ride vincitori e vinti due pesi e due misure non ci sono più esseri umani pensiero estremo e allucinante Lunga vita alla regina al re o a chi ne fa le veci gli unici su cui non tramonta mai il sole la legge è uguale per tutti ? dipende da quanto puoi pagare il tuo avvocato Noi ormai ridotti a scheletriche bambole o a putti gonfiati non ricordiamo che oltre al dire anche il fare ci rende diversi dagli animali perché a pensare amare abbiamo solo da imparare C’è gente che paga per il diritto di ascoltare è l’era del consenso in cui aspettiamo da un predestinato nuove rivelazioni 100000 teste urbane che non sanno dove stare con il naso all’insù a guardare questa montagna maestosa che nasconde un piccolo persuasore un delirio universale dovesse cadere un uomo sulla terra cosa penserebbe? Però cosa farebbe il Potere senza di noi ? sarei curioso anch’io di avere una risposta Il Potere che ha la gente solo da pochi viene capito le persone possono fare cose inconcepibili nel bene e nel male Tutto precipita non si conoscono ancora altri particolari ma si temi vi siano parecchie vittime Il mondo non ricorda che tutto è già stato fatto gli errori sono già stati commessi Perché continuiamo a dimenticare le nostre promesse perché non siamo stanchi ancora dello stesso ballo ? I promemoria sono nelle strade ogni giorno e ogni notte è nella natura umana dimenticare le cose che danno dolore ma non ricordare tutto questo fa capire quanto siamo presuntuosi noi umani non vi annoierò ancora molto con le mie parole so che avete da fare prima o poi sarò stanco anch’io di scrivere di raccontare sempre la stessa storia potrei cominciare a credere che non sia tutto così sì potrei cominciare ma prima o poi troverei un altro Diogene a dirmi che è tutto vero la nostra memoria è sempre più corta sempre di più sempre di più … di cosa stavamo parlando?

*1 citazione di Dennis Miller comico

Un grazie ad Edoardo Baraldi per lo splendido video.

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L’ANTIPASTO

Filed under: Generale

Leggo qualsiasi cosa, dalle scatole di cereali, alle scritte sui tombini.
Una testa che gira a 360 gradi.
Negli spiccioli di tempo, quando ho poco realismo, mi do appuntamento con la memoria.
La storia che passa sotto i miei occhi, qualcosa che si muove e attira la mia attenzione.
Mi è venuta l’idea di questo blog per mostrare le mie idee, per comunicare, per confrontarmi, per farmi conoscere.
Lavorando con pazienza affino l’arte come un mago alle prime armi imparo il mestiere, tiro fuori le prime parole dal cilindro.

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